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ZF 6HP26 (2001)

ZF 6HP26 (2001): la vera novità – Con il 6HP26 la ZF attua una vera svolta nel mondo dei cambi automatici. Non solo aggiunge un ulteriore rapporto, raggiungendo la cifra totale di sei, ma introduce il principio Lepellettier, secondo il quale il treno di ingranaggi si accontenta ora del 30% in meno di componenti. Il principio consiste nell’adottare ingranaggi di tipo epicicloidali e di utilizzare in molteplici modi i gruppi di treni di ingranaggi. Nonostante il rapporto aggiuntivo, il nuovo cambio automatico è più leggero e compatto del 15% con quasi 13 kg di peso in meno. Inoltre, è fino al 7% più parsimonioso nei consumi e considerevolmente più silenzioso rispetto ai predecessori a cinque marce. La riduzione di peso è stata ottenuta anche grazie all’impiego di materiali alternativi come l’alluminio al posto della ghisa grigia per la scatola del cambio oppure plastica anziché metallo per la coppa dell’olio. Dal punto di vista prestazionale cresce la coppia massima supportata fino ad un valore record di 600 Nm e si riducono notevolmente i tempi di cambiata attestandosi intorno ai 4 o 5 decimi di secondo. Valori che permisero l’utilizzo del 6HP su numerose vetture sportive come valida alternativa al cambio manuale. Unico neo fu la gestione della frizione del convertitore di coppia che chiudeva completamente solo a partire dall’inserimento della seconda marcia, ma non interveniva sul rapporto primario concedendo quindi alcuni slittamenti nello scatto da fermo.

Archivio foto: ZF

Author

Matteo Di Lallo

http://www.matteodilallo.tech
Laureato in Ingegneria Meccanica e forte appassionato di motori. Collabora attualmente per alcune realtà del mondo dell'editoria automotive: Autotecnica, Trasporto Commerciale, Giornale del Meccanico, La Mia Auto, Omniauto, Quattroruote ed EngBook.

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