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I motori Volvo 2.0L T4, T5 e T6

I motori Volvo 2.0L T4, T5 e T6 – La rinascita della Volvo passa attraverso lo sfruttamento di tutte le potenzialità offerte dai capitali freschi che arrivano dalla proprietà orientale. Anche l’ultimo legame che c’era con Ford legata ai motori è stata superata. Il costruttore svedese ha messo in campo una famiglia di motori, basati su un’architettura unica a 4 cilindri, 2.0 litri turbo, modulare, abbinabile facilmente a ogni modello della gamma premium di Volvo. Un motorizzazione adattabile facilmente anche a una tecnologia ibrida. Una scelta che ha consentito di limitare i costi, potendo condividere i componenti, e di soddisfare ogni richiesta anche per quei clienti particolarmente esigenti.  Tutte le versioni hanno in comune il numero di cilindri (4 in linea), la cilindrata di 1.969cc e l’alimentazione a iniezione diretta di benzina. La cilindrata è ottenuta con un alesaggio di 82mm per una corsa di 93.2mm, il basamento e la testa sono in alluminio e i motori sono sovralimentati con iniezione diretta ed intercooler. In più tutti i propulsori hanno in comune l’adozione anche della pompa dell’acqua elettrica. La differenza tra le motorizzazioni viene contraddistinta dalla sigla T4, T5 e T6 quest’ultima anche nella recentissima versione modificata dal reparto sportivo della casa svedese Polestar.

Volvo T5

L’entry level è il T4 che eroga 190 CV a 4700 rpm e una coppia di 300 Nm disponibile da 1350 rpm fino a 4000 rmp, il rapporto di compressione è di 11.3:1 e la sovralimentazione è basata su un unico turbocompressore. La versione T5 eroga una potenza di 245 CV a 5500 rpm e  una coppia massima di 350 Nm  tra i 1500 rpm e 4800 rpm. Il rapporto di compressione in questo caso si abbassa a 8.6:1 e anche in questo caso la sovralimentazione è basata su un unico turbocompressore. Il top di gamma, rappresentato dal T6, eroga una potenza di 306 CV a 5700 rpm per un coppia di 400 Nm erogati tra i 2100 rpm e 4800 rpm.  Questo step evolutivo prevede l’adozione di una doppia sovralimentazione composta da un compressore volumetrico Roots che alimenta i regimi medio bassi e la classica turbina per i regimi medio alti.

Volvo T5

I tecnici Volvo sono oltretutto intervenuti sulla parte calda del motore, modificando le intercapedini per una maggiore portata del liquido di raffreddamento, oltre che sul rivestimento superficiale della testa per una maggiore resistenza alle alte temperature generate dalla maggiore pressione si sovralimentazione. Lo stesso impianto di scarico è stato ridisegnato in prossimità del catalizzatore per evitare dannose contropressioni allo scarico mentre il condotto di aspirazione è stato modificato un migliore riempimento della camera di combustione. Per quello che riguarda la parte fredda del motore sono stati utilizzati nuovi cuscinetti di banco, più piccoli di diametro da 60 mm a 53 mm, così da migliorare il coefficiente di attrito. L’iniezione diretta è progettata e fornita dalla Denso. Per la sovralimentazione, Eaton fornisce il compressore volumetrico mentre a Borg-Wamer è affidata la progettazione e dimensionamento del turbocompressore.

Volvo T6

Il compressore volumetrico agisce ai bassi regimi per una risposta immediata al pedale del gas e di azionare il turbocompressore ai medi e alti regimi per un migliore allungo e una maggiore coppia agli alti regimi. Fin dal regime minimo l’aria fluisce prima nel compressore volumetrico e subito dopo nel turbocompressore. In questo modo non solo si velocizza la risposta ai bassi ma permette al turbocompressore di entrare più velocemente a regime. A un certo regime di giri determinato dalla centralina motore, normalmente intorno ai 3.500 rpm, il motore apre una valvola a farfalla per bypassare il compressore volumetrico e lasciare agire solamente il turbocompressore. In questa condizione il compressore volumetrico viene completamente scollegato dal motore cosi da eliminare la perdita intrinseca che può arrivare anche fino al 20% della potenza totale generata dal motore.

Volvo T6

Su questa versione Top di gamma è intervenuta la divisione sportiva Polestar, che prepara le vetture del costruttore svedese sulle più importanti piste dei campionati turismo. L’intervento della divisione sportiva ha portato la potenza a 362 CV a 6000 rpm con un valore di coppia di 470 Nm disponibile da 3100 rpm a 5100 rpm ottenendo in questo modo una potenza specifica di 184 CV/litro. Per raggiungere un valore così elevato i tecnici svedesi hanno messo mano ad alcuni parametri come l’abbassamento del rapporto di compressione (8,3:1), la rielaborazione degli alberi a camme sia in aspirazione che scarico con un nuovo aggiornamento anche per le molle delle valvole e il rinforzo delle bielle per far fronte alla maggiore pressione sul cielo del pistone. Per ottenere più potenza è stato, inoltre, adottato un turbocompressore maggiorato con una pressione di picco portata a 2.0 bar in boost e si è intervenuto modificando l’impianto di scarico maggiorandolo nelle dimensioni del collettore. Questa ultima evoluzione del motore denominato B4204T9,  consente alla Volvo V60 T6R Polestar prestazioni di altissimo livello con un accelerazione sullo 0-100 km/h di 4,5 s per una velocità massima autolimitata di 250 km/h.

Volvo T6 Polestar

La nuova gamma di motori modulari Volvo, oltre a raccogliere premi e riconoscimenti, dimostra che avere i capitali non basta se non c’è la capacità tecnica di dare vita ad un ottimo progetto. Un tipo di motorizzazione che, per erogazione e piacere di guida, non la fa rimpiangere unità propulsive plurifrazionate di analoga potenza, potendo contare su un peso e un ingombro contenuto, su una maggiore efficienza e una migliore capacità di adattamento anche con le diverse tecnologie soprattutto quella ibrida come la versione della Volvo XC90 T8 Hybrid che arriva a sviluppare una potenza di 400cv.

Archivio foto: Volvo Cars.

Author

Matteo Di Lallo

http://www.matteodilallo.tech
Laureato in Ingegneria Meccanica e forte appassionato di motori. Collabora attualmente per alcune realtà del mondo dell'editoria automotive: Autotecnica, Trasporto Commerciale, Giornale del Meccanico, La Mia Auto, Omniauto, Quattroruote ed EngBook.

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